Borgo del Maglio di Ome In evidenza

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Dettaglio

Indirizzo
Via Maglio 51,, Ome, BS, It, 25020
Prezzo Medio
€5.00
Info Generali
Per gl' orari ed eventi del Borgo consultare il sito di riferimento qui sopra riportato.

Musei in Franciacorta Brescia.

MUSEO IL MAGLIO AVEROLDI a Ome (BS).

Il borgo, composto da un nucleo di edifici rurali, vede la presenza di due sedi museali:

Museo Il Maglio Averoldi di Ome: fucina del XV secolo, caratterizzato da una ruota idraulica funzionante che ancora oggi muove il maglio e che permette di assistere a dimostrazioni di lavorazione del ferro.

Casa Museo Pietro Malossi: presenta un'ampia e variegata collezione privata di beni culturali, dalle armi alla mobilia, dalle stampe ai quadri.

Il borgo è una piccola area dalle forti valenze culturali che, offre oggi al visitatore l’incanto di scoprire un’antica fucina come Il Maglio Averoldi ed una pregevole raccolta museale custodita nella Casa Museo Pietro Malossi.

Il complesso del maglio, costituito da quattro fabbricati tutti di notevole interesse storico, è situato in una località chiamata “Grotta” nella zona meridionale del territorio di Ome. Il toponimo “Grotta”, legato più al luogo che non all’opificio, non può che evocare l’immagine della spelonca, il regno buio dei mastri forgiatori; non deve apparire dunque casuale il fatto che in zona il maglio era anche chiamato “Antro di Vulcano”. Tutti questi opifici avevano in genere una doppia funzione: azionavano le macine per l’attività molitoria e muovevano i magli; il pane ed il ferro come prodotti complementari di un’economia locale pre-industriale.

Il documento più antico attestante l’esistenza del maglio risale al 1155 e tracce documentarie più certe emergono da un atto del 1556 attestante la concessione in affitto del “Mulino della Grotta” da parte di Giaocomo de Bugno. Le  testimonianze scritte divengono più frequenti nei secoli successivi.

Animato dalla forza idraulica della roggia Molinaria e dalla passione di un grande artigiano, Andrea Averoldi detto “Maér”, l’opificio rimane attivo fino al 1984 prima di fermarsi e consegnarsi alla storia.

Dopo un attento e laborioso intervento di restauro il maglio viene riportato alla vita ed offerto in tutto il suo fascino all’interesse dei visitatori. La collezione di attrezzi presente presso l’antico opificio, interamente catalogata secondo gli standard ministeriali per i beni etnoantropologici, è visibile sui siti web dedicati. Oggi gli eredi dei “bruzafér” continuano a battere il metallo al suono cupo e potente del pesante maglio.

CASA MUSEO PIETRO MALOSSI

Oltre al Maglio Averoldi, nel borgo si trova la casa in cui abitava Andrea Averoldi, divenuta oggi la Casa Museo Pietro Malossi che porta il nome dell’antiquario bresciano le cui collezioni costituiscono la ricca donazione custodita oggi dalla Fondazione omonima.

La cultura e il gusto di Pietro Malossi, scomparso nel 2000, sono testimoniate dagli arredi e dalle suppellettili, dai quadri e dalle incisioni, da documenti e reperti d’ogni genere che solo per una piccola parte si sono potuti esporre nella Casa Museo, ma si possono conoscere grazie ad una puntuale catalogazione consultabile da una postazione fornita di computer. Anche la sua attività artistica è documentata nelle poche opere di ageminatura, sbalzo ed incisione dei metalli che sono giunte fino a noi ed alle quali si era dedicato negli anni della giovinezza.

Evocate negli ambienti del piano terra e in due stanze del primo piano della Casa Museo (lo studio e il laboratorio), allestite ricorrendo ad arredi raccolti dallo stesso antiquario, le inclinazioni e la passione collezionistica di Pietro Malossi sono anche ben rappresentate nella varietà e nel valore artistico degli oggetti esposti. Oltre alle armi antiche, sculture in avorio, monete, testimonianze di diversi settori del lavoro artigiano, sono visibili alcuni quadri di una collezione che, insieme alle oltre seimila stampe tra xilografie, litografie e calcografie distribuite su un arco di tempo dal Cinquecento al secolo scorso, costituisce un nucleo artistico di rilevante interesse.

Per tanto la ricchezza collezionistica ha ottenuto nel 2010 un formale riconoscimento dalla Regione Lombardia come “Raccolta Museale”.

PERCORSO MUSEALE

Il borgo è collocato sul confine meridionale del territorio di Ome, ai piedi del pendio boscoso del Monte Delma, ed è attraversato dalla roggia Molinaria o Molinara che, come suggerisce il nome medesimo, muoveva le ruote di un mulino da cereali e di un maglio da ferro, opifici esistenti probabilmente fin dal XV secolo.

Tutto il luogo conserva immutato il suggestivo aspetto che lo ha caratterizzato fin dall’origine, frutto della particolare commistione tra il carattere rurale e la presenza artigianale.

La visita all’antico borgo inizia nell’edificio che accoglie l’antica fucina diviso in tre piani: il piano terra con il maglio e la ruota idraulica; il piano di mezzo che doveva servire con tutta probabilità come deposito di legna e carbone; il secondo piano, originariamente adibito ad abitazione, che oggi accoglie la sede espositiva. Il lavoro della forgiatura non è semplicemente evocato, ma diviene vivo quando l’antico macchinario viene messo in funzione.

Calarsi nell’osservazione della macchina-maglio, in quiete o in funzione, significa vedere con i propri occhi la “summa” dell’evoluzione medievale nella tecnica siderurgica.

Il visitatore prosegue poi negli ambienti della Casa Museo dove le preziose raccolte di Pietro Malossi attendono di essere viste ed ammirate con quello spirito di cui lo stesso Malossi si era fatto interprete.

In sintonia con le inclinazioni culturali dell’antiquario, ai due piani della Casa Museo si trovano ampie sale ri

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